In questa guida
In breve: i flussometri sono gli indicatori di portata del collettore: mostrano quanta acqua passa in ogni circuito. Se sono sporchi, fermi o mostrano portate molto diverse tra circuiti simili, è un segnale che qualcosa ostacola la circolazione. Non vanno forzati né regolati «a occhio»: servono una lettura corretta e, in genere, una pulizia seguita da una regolazione fatta con i valori giusti.
Aprendo la cassetta del collettore si vedono tanti piccoli tubi trasparenti allineati, ciascuno con un galleggiante: sono i flussometri. Sono uno dei pochi modi per «vedere» cosa succede dentro l’impianto.
Cosa sono e cosa indicano
Ogni flussometro è collegato a un circuito e indica la portata dell’acqua, in genere in litri al minuto. Ogni circuito ha una portata prevista dal progetto: se la lettura è molto lontana, c’è un problema.
Come si leggono
- Portate simili tra circuiti di lunghezza simile: situazione normale.
- Un circuito con portata molto più bassa degli altri: probabile ostruzione parziale o altro ostacolo.
- Galleggiante fermo in basso o incollato: il circuito riceve poca o nessuna acqua, oppure il flussometro è sporco.
- Galleggiante instabile che oscilla: possibile presenza di aria.
- Vetro opaco o scuro: depositi e fanghi si sono accumulati anche nel flussometro.
Attenzione: le portate «giuste» dipendono dall’impianto e dalla taratura. Una lettura isolata non basta per una diagnosi.
Perché si sporcano
I flussometri e le valvole sono tra i punti in cui l’acqua rallenta e cambia direzione. È lì che si fermano fanghi, ossidi e detriti che l’acqua trasporta. Con il tempo la parte trasparente si intorbidisce e il galleggiante può incollarsi.
Cosa può significare
Un flussometro sporco o fermo può dipendere da:
- un circuito parzialmente ostruito da depositi;
- sporco nel collettore o nelle valvole;
- una valvola chiusa o parzializzata;
- aria nel circuito;
- una circolazione insufficiente a monte (pompa, regolazione).
Per distinguere le cause serve una verifica: da qui l’importanza di non fermarsi alla lettura.
Regolare i flussometri: cos’è e perché non va fatto «a occhio»
Regolare i flussometri significa bilanciare l’impianto: far arrivare a ogni circuito la portata prevista dal progetto, né più né meno. Si interviene sul regolatore del circuito (di solito sul collettore, sullo stesso corpo del flussometro o su una valvola dedicata) mentre si legge la portata sulla scala del flussometro.
Il punto è che la portata giusta dipende dal progetto: lunghezza del circuito, superficie servita, potenza richiesta. Senza questi dati si regola «a sensazione» e si ottiene un impianto sbilanciato: un circuito sottrae acqua agli altri e le zone fredde peggiorano. La regolazione ha senso solo se:
- si conoscono i valori di progetto o almeno di riferimento per ogni circuito;
- i circuiti sono liberi: regolare non sblocca un circuito ostruito;
- si verificano i risultati (portate, temperature, comfort negli ambienti).
Dopo una pulizia le portate cambiano: i circuiti che erano ostruiti tornano a ricevere acqua e la regolazione va rivista. È uno dei motivi per cui, a fine intervento, controlliamo la circolazione di ogni circuito prima del ripristino.
Cosa non fare
- Non forzare, svitare o picchiare i flussometri: si rischiano perdite e danni ai componenti.
- Non aprire tutte le valvole o regolare «a occhio»: si sbilancia l’impianto e il problema peggiora (vedi sopra).
- Non versare prodotti nell’impianto per «disincrostare».
- Non chiudere circuiti per far arrivare più acqua agli altri.
Cosa fa un professionista
Rileva le portate dei circuiti, valuta le cause, e se serve pulisce il collettore e i circuiti interessati; poi riequilibra le portate e verifica che tutto risponda come dovrebbe. Quando abbiamo trattato l’impianto, controlliamo la circolazione di ogni circuito prima del ripristino (puoi vedere i passaggi nella pagina il metodo).
Prevenzione
Acqua con parametri corretti, filtri o defangatori, controlli periodici: sono le tre cose che tengono puliti collettore e flussometri. Se vuoi approfondire, leggi la guida su qualità dell’acqua e sui rumori dell’impianto, spesso collegati ai flussi ostacolati. Nei condomini, il collettore di ogni unità è collegato a colonne comuni: come si organizza l’intervento.
Se i flussometri del tuo impianto sono sporchi o fermi, scopri il servizio di pulizia di collettori e montanti oppure richiedi una valutazione gratuita.